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The Morning Show - La Recessione Pericolosa

  • Immagine del redattore: Olly
    Olly
  • 18 giu 2020
  • Tempo di lettura: 4 min

La fantastica redazione de “Le Recessioni”, dopo settimane di silenzio, è finalmente giunta a parlare di una serie televisiva (anche se ormai di televisione c’è ben poco): The Morning Show.

La serie in questione, prodotta e distribuita da Apple TV+, è uscita in streaming a novembre 2019. Per adesso conta dieci episodi ma, ben presto, uscirà la seconda stagione ancora in produzione.

The Morning Show vanta un cast di tutto rispetto e vede come protagonisti Jennifer Aniston, Reese Witherspoon e Steve Carell (a Roma si dice “me cojoni”) e, come personaggi minori ma essenziali per la narrazione, Gugu Mbata-Raw, Billy Crudup, Mark Duplass e Néstor Carbonell. Questi ultimi nomi potranno non dirvi nulla ma, dopo una rapida ricerca su Google, capirete di averli “già visti da qualche parte”.

Un qualsiasi elaborato o pensiero su questa serie risulta pericoloso *marchio registrato dalla sottoscritta* a priori per il tema trattato. The Morning Show, con questo titolo carino, così innocuo e allegro quasi, parla delle molestie subite dalle donne nel mondo della televisione e, in maniera più ampia, del cinema. Il primo episodio si apre con la notizia che il noto conduttore di uno show della mattina di enorme successo, Mitch Kessler (Steve Carell) è stato accusato da una donna, sua collaboratrice nello show, di molestie. Alex Levy – co-host di Mitch da ben 15 anni – si trova suo malgrado, a salvare le apparenze della rete televisiva e, soprattutto, a lottare per riaffermare la sua bravura come giornalista e la sua integrità come persona.


E qui inizia la parte difficile, ciò che sto per dire potrà non essere condiviso e potrebbe essere visto male. È assodato che certi atteggiamenti in determinati contesti, soprattutto lavorativi, sono da denunciare e da condannare. Mitch viene, sin da subito, licenziato dallo show che conduceva con successo da molto tempo ed allontanato dalla rete televisiva e dai suoi collaboratori anche se, in fin dei conti, c’è stata solo qualche denuncia e nessuna condanna. La serie non si risparmia, descrive chiaramente lo stato d’animo e le azioni compiute da tutti i personaggi. Il problema, però, si crea dal momento che – nel corso delle puntate – si mette in luce il punto di vista dell’accusato. Chi guarda si trova – a tratti – a comprendere la visione di Mitch. Egli è una persona famosa e simpatica. Conosce bene le sue qualità e decide di prestare attenzioni ad altre donne, consapevole del fatto di tradire la moglie, che contraccambiano il suo interesse in maniera consensuale. Detto così non si vede il problema. Mitch, per quel che si racconta, non ha mai ricattato queste donne o promesso loro qualcosa in cambio di favori sessuali. Sicuro è che una giovane ragazza alle prime armi in un’industria che – diciamocelo – è molto ristretta, quando vede il “capitano” che le chiede qualcosa, anche se così personale, per paura di non avere ripercussioni sulla sua vita – lavorativa e non – non è propensa a scegliere in maniera lucida. È un confine così sottile e discutibile che si trova difficoltà a capire cosa è giusto e cosa è sbagliato. Più volte, dallo stesso Mitch, viene citato il caso Weinstein, colpevole di essere colui che ha reso tutto più complesso. Inizialmente visto come una cosa lontana da ciò che ha fatto lui per poi rivalutarlo e indagare – a suo favore – il movimento Me Too e tutto ciò che c’è dietro.

Dall’altra parte troviamo una donna abbandonata a sé stessa, senza più la sua spalla, che si fa carico dello scandalo che ha investito anche la sua vita e che deve portare alto il suo nome e quello del suo show. Alex scopre che, se non fosse stato denunciato il comportamento del collega, sarebbe stata fatta fuori dal programma e rimpiazzata. In un attimo di follia annuncia la sua nuova compagna di viaggio: Bradley Jackson (Reese Witherspoon), giovane reporter – senza peli sulla lingua – che cercherà a tutti i costi di rivoluzionare la finzione dello show.

Una delle questioni più importanti portate alla luce dalla serie è: chi conosceva la condotta inappropriata di Mitch e non faceva nulla per contrastarla? Chi sapeva e non parlava è altrettanto colpevole? E chi lo immaginava soltanto può sentirsi meno in colpa? Anche qui la faccenda è complessa e non risolvibile in una sentenza secca e coincisa.

La bravura dei protagonisti – e sicuramente di tutti gli attori – è insindacabile. Siamo abituati a vedere Jennifer Aniston e Steve Carell in ruoli divertenti e spensierati. Qui affrontano temi tanto attuali quanto difficili. Dimenticatevi Rachel Green (Friends) e Michael Scott (The Office). Non è la prima volta che i due attori hanno dato prova della loro abilità al di fuori di parti comiche: lei, ad esempio, in Cake – film del 2014 che se non avete visto RIMEDIATE SUBITO (!!!) – e lui in pellicole come Foxcatcher – sua prima ed unica nomination agli Oscar – Beautiful Boy, Benvenuti a Marwen, Vice ed altri film prodotti negli ultimi anni che, a mio avviso, sono da vedere, da apprezzare e da rivedere. Carell – lo dico consapevolmente e con fermezza – è un attore poliedrico, eccezionale sia in ruoli comici che in ruoli drammatici o impegnati e, sicuramente, sottovalutato.

Tornando al soggetto di questa riflessione, The Morning Show, è una serie complessa con un tema difficile che viene trattato in maniera profonda e significativa.

Opere del genere, per come la penso, devono rimanere così: poche puntate fatte bene. In questo caso – ciò che segue equivale ad una bestemmia per me – sono in trepidante attesa della seconda stagione.


GUARDATELA, ora.



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